Quattro angoli
- Mirko Rizzi

- 24 lug 2018
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 13 ago

Obiettivi: gestione dell’emotività sotto stress, percezione dello spazio e dei compagni
Età: dai 6 anni
Questo gioco può essere usato come esercizio di riscaldamento oppure come momento di gioco alla fine dell’incontro.
Le regole sono molto semplici, ma il gioco presenta molti aspetti interessanti e, nella mia esperienza, piace molto ai partecipanti.
Preparazione
In uno spazio abbastanza grande si individuano quattro angoli distanti tra loro.
Si stabilisce quindi il loro ordine: primo angolo, secondo angolo, terzo angolo e quarto angolo.
Svolgimento
I partecipanti camminano nello spazio.
A un certo punto il conduttore grida una sequenza di quattro numeri. Ciascun numero indica, nell’ordine stabilito, quanti posti sono disponibili nel rispettivo angolo.
Dopo avere ascoltato l’intera sequenza, i partecipanti devono scegliere e raggiungere uno degli angoli nei quali ci sia ancora posto.
Per esempio, se la sequenza fosse:
6 – 3 – 8 – 5
nel primo angolo potrebbero andare al massimo sei partecipanti, nel secondo tre, nel terzo otto e nell’ultimo cinque, per un totale di ventidue posti.
All’inizio, per far comprendere bene il gioco, faccio in modo che per alcuni turni la somma dei posti sia superiore al numero dei partecipanti. In questo modo tutti possono comprendere le regole e trovare sempre un posto.
Successivamente faccio in modo che la somma dei posti sia inferiore di due o tre unità rispetto al numero dei partecipanti. Chi non trova posto in tempo viene eliminato e si prosegue fino ad avere un vincitore.
Nella mia esperienza, è raro che lo stesso partecipante vinca due volte consecutive e, più spesso, a vincere sono le partecipanti.
Nota bene
Non vince chi corre di più o chi è più veloce. Vince chi pensa più in fretta.
Vedrete molti partecipanti schizzare verso il primo angolo senza avere neppure ascoltato gli altri tre numeri, mentre qualcuno riuscirà a trovare posto camminando.
I partecipanti devono resistere all’emozione che li spinge a scattare immediatamente. Devono ragionare, valutare la propria posizione nello spazio e decidere quale angolo sia più facile per loro raggiungere, ma soltanto dopo avere ascoltato tutti e quattro i numeri.
Se, per l’età o per indole, faticano a gestire questo meccanismo e finiscono per litigare su chi sia arrivato prima, si può separare l’ascolto dalla partenza: quando vengono chiamati i numeri devono immobilizzarsi, pena l’esclusione; potranno correre soltanto al successivo battito di mani.
Con i più piccoli identifico gli angoli attraverso quattro colori invece che con i numeri ordinali: angolo rosso, giallo, verde e blu. Quando chiamo la sequenza, aggiungo il colore al numero:
8 rosso – 4 giallo – 6 verde – 3 blu.
Incoraggio i partecipanti ad autoregolarsi quando non è chiaro chi sia arrivato prima. Nel dubbio, li tengo entrambi.


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