3 esercizi semplici
- Mirko Rizzi

- 2 dic 2024
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 15 ago

In questo post voglio condividere tre semplici esercizi che utilizzo spesso nelle prime fasi di un nuovo laboratorio.
Funzionano come riscaldamento, ma anche come strumenti per osservare come reagiscono i partecipanti e cominciare a farmi un’idea del gruppo.
INDICAZIONI COMUNI
I tre esercizi richiedono uno spazio libero da ostacoli. I partecipanti devono mantenere una distanza sufficiente dagli altri, soprattutto nei cambi di direzione e durante i saltelli.
RIDERE/PIANGERE
Questo esercizio, tanto semplice quanto efficace, permette di rompere il ghiaccio e coinvolgere contemporaneamente corpo e voce.
Chiedo al gruppo di camminare nello spazio rispettando tre regole fondamentali:
in silenzio;
individualmente;
occupando tutto lo spazio disponibile.
Al comando «RIDERE!», i partecipanti devono ridere nel modo più sguaiato possibile, utilizzando sia la voce sia il corpo.
Quando batto le mani, l’azione termina e il gruppo riprende a camminare.
Al comando «PIANGERE!», devono disperarsi al massimo, esagerando ma rimanendo dentro il significato della parola: non mi servono urla prive di senso.
OBIETTIVO
L’esercizio riscalda il corpo e la voce, stimola la capacità espressiva e aiuta i partecipanti a lasciarsi andare.
NOTA
Alterno «RIDERE» e «PIANGERE» tre o quattro volte, introducendo pause brevi per evitare che si stanchino troppo rapidamente.
INDIETRO
Questo esercizio mette alla prova l’ascolto, la coordinazione e la capacità di gestire lo spazio.
Il gruppo comincia camminando nello spazio come nell’esercizio precedente.
Ogni volta che batto le mani, i partecipanti devono fermarsi, compiere mezzo giro e ripartire immediatamente, mantenendo la stessa velocità.
Devono seguire con precisione il numero dei battiti. Se batto le mani due volte, devono compiere due mezzi giri; se le batto tre volte, devono girarsi tre volte, e così via.
Quando hanno compreso il meccanismo, invito i partecipanti a immaginare una motivazione per il loro tornare indietro.
Potrebbero aver dimenticato un oggetto a casa, dover consegnare un messaggio urgente oppure trovare un’altra ragione concreta.
OBIETTIVO
Oltre a essere un riscaldamento fisico, l’esercizio stimola la concentrazione e l’immaginazione. L’introduzione di una motivazione trasforma il semplice cambio di direzione in un’azione consapevole.
CURIOSITÀ
Prima di cominciare, chiedo al gruppo:
«Quanti giri servono per tornare indietro?»
Quasi nessuno risponde correttamente.
La risposta è: mezzo giro.
TUM-PA
Questo esercizio è semplice, ma sorprendentemente impegnativo. È particolarmente utile per sviluppare l’ascolto e la coordinazione del gruppo.
I partecipanti camminano nello spazio come negli esercizi precedenti.
Al comando del conduttore devono eseguire due gesti distinti, uno dopo l’altro:
un saltello sul posto: TUM;
un battito di mani: PA.
Sebbene la sequenza sembri facile, spesso i partecipanti più giovani commettono alcuni errori. Possono, per esempio, battere le mani durante il salto oppure eseguire due saltelli consecutivi.
Quando la sequenza è chiara, chiedo al gruppo di sincronizzarsi completamente.
Il suono dei piedi, TUM, e quello delle mani, PA, devono risultare così precisi e compatti da sembrare prodotti da una sola persona.
OBIETTIVO
L’esercizio sviluppa la capacità di ascoltare e osservare i compagni, migliorando la sintonia e il senso di appartenenza al gruppo.
RISULTATO ATTESO
Dopo pochi tentativi, il gruppo dovrebbe riuscire a eseguire TUM e PA in modo chiaro e separato, producendo un effetto sonoro uniforme.
Questi tre esercizi riscaldano corpo e attenzione e, nello stesso tempo, mi permettono di osservare la disponibilità espressiva, la capacità di reagire alle consegne e il livello di ascolto reciproco del gruppo.


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