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3 esercizi semplici

Immagine del redattore: Mirko Rizzi
Mirko Rizzi
2 dic 2024
Tempo di lettura: 3 min

Aggiornamento: 10 set

Gruppo in movimento durante un esercizio teatrale di riscaldamento.
Gruppo in movimento durante un esercizio teatrale di riscaldamento.

In questo articolo voglio condividere tre semplici esercizi che utilizzo spesso nelle prime fasi di un nuovo laboratorio teatrale.

Sono attività di riscaldamento, ma per me hanno anche un’altra funzione: mi permettono di osservare come reagiscono i partecipanti alle consegne, quanto ascoltano, come utilizzano lo spazio e quale disponibilità hanno a mettersi in gioco.

Indicazioni comuni

Per tutti e tre gli esercizi è necessario uno spazio libero da ostacoli, sufficientemente ampio da consentire al gruppo di muoversi senza difficoltà.

Durante gli spostamenti chiedo ai partecipanti di mantenere una distanza adeguata dagli altri, prestando particolare attenzione ai cambi di direzione e ai momenti in cui è previsto un salto.

RIDERE/PIANGERE

È un esercizio molto semplice, utile per rompere il ghiaccio e coinvolgere contemporaneamente corpo e voce.

  1. Chiedo al gruppo di camminare nello spazio rispettando tre regole fondamentali:

    • in silenzio;

    • individualmente;

    • occupando tutto lo spazio disponibile.

  2. Al comando «RIDERE!», i partecipanti devono ridere nel modo più sguaiato possibile, utilizzando sia la voce sia il corpo.

  3. Quando batto le mani, l’azione termina e il gruppo riprende a camminare.

  4. Al comando «PIANGERE!», devono disperarsi al massimo, esagerando ma rimanendo dentro il significato della parola: non mi servono urla prive di senso.

Obiettivo

L’esercizio riscalda il corpo e la voce, stimola la capacità espressiva e aiuta i partecipanti a superare le prime resistenze.

Nota

Alterno «RIDERE» e «PIANGERE» tre o quattro volte, inserendo brevi pause tra una consegna e l’altra per evitare che l’esercizio diventi semplicemente una prova di resistenza fisica.

INDIETRO

Questo esercizio lavora sull’ascolto, sulla coordinazione e sulla capacità di utilizzare consapevolmente lo spazio.

  1. Il gruppo comincia camminando nello spazio come nell’esercizio precedente.

  2. Ogni volta che batto le mani, i partecipanti devono fermarsi, compiere mezzo giro e ripartire immediatamente, mantenendo la stessa velocità.

  3. Devono seguire con precisione il numero dei battiti: con due battiti compiono due mezzi giri, con tre battiti ne compiono tre, e così via.

Quando il meccanismo è chiaro, introduco un secondo livello.

Chiedo ai partecipanti di immaginare una ragione concreta per cui devono improvvisamente tornare indietro.

Possono avere dimenticato qualcosa a casa, essersi ricordati di un appuntamento, dover consegnare urgentemente un messaggio o trovare qualsiasi altra motivazione plausibile.

Il movimento rimane identico, ma non è più soltanto un cambio di direzione: diventa un’azione.

Obiettivo

Oltre al riscaldamento fisico, l’esercizio stimola concentrazione e immaginazione.

L’introduzione di una motivazione permette inoltre di cominciare a lavorare su un principio fondamentale del teatro: un gesto acquista un significato diverso quando nasce da un’intenzione precisa.

Curiosità

Prima di iniziare chiedo spesso al gruppo:

«Quanti giri servono per tornare indietro?»

Quasi nessuno risponde correttamente.

La risposta è: mezzo giro.

TUM-PA

Anche questo esercizio sembra estremamente semplice, ma richiede molta più precisione di quanto i partecipanti immaginino.

È particolarmente utile per lavorare sull’ascolto e sulla coordinazione del gruppo.

  1. I partecipanti camminano nello spazio come negli esercizi precedenti.

  2. Al comando del conduttore devono eseguire due gesti distinti, uno dopo l’altro:

    • un saltello sul posto: TUM;

    • un battito di mani: PA.

  3. Sebbene la sequenza sembri facile, soprattutto i partecipanti più giovani tendono inizialmente a sovrapporre le due azioni: battono le mani mentre saltano oppure eseguono due saltelli consecutivi.

  4. Quando TUM e PA sono diventati due gesti chiaramente distinti, chiedo al gruppo di sincronizzarsi completamente.

Il suono prodotto dai piedi sul pavimento e quello prodotto dalle mani devono diventare progressivamente così precisi e compatti da sembrare prodotti da un’unica persona.

Obiettivo

L’esercizio sviluppa la capacità di ascoltare e osservare gli altri.

Per riuscire a eseguire TUM e PA insieme non basta concentrarsi sulla propria azione: bisogna percepire il ritmo del gruppo e adattarsi continuamente agli altri.

Risultato atteso

Dopo alcuni tentativi il gruppo dovrebbe riuscire a separare con chiarezza i due momenti e, contemporaneamente, a produrre un TUM e un PA collettivi, precisi e uniformi.

Questi tre esercizi hanno quindi una doppia funzione.

Da una parte preparano corpo, voce e attenzione al lavoro teatrale.

Dall’altra mi permettono di osservare fin dai primi incontri alcuni elementi importanti: la disponibilità espressiva, la capacità di comprendere e rispettare una consegna, la concentrazione, il rapporto con lo spazio e soprattutto il livello di ascolto reciproco del gruppo.

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