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Palline da ping pong

  • Immagine del redattore: Mirko Rizzi
    Mirko Rizzi
  • 28 feb 2019
  • Tempo di lettura: 4 min

Aggiornamento: 13 ago

Bambini sperimentano equilibrio, movimento e delicatezza con palline da ping pong durante un laboratorio teatrale.
Bambini sperimentano equilibrio, movimento e delicatezza con palline da ping pong durante un laboratorio teatrale.

Le palline da ping pong sono un materiale interessante, sul quale è possibile sviluppare percorsi molto ampi di sperimentazione fisica e teatrale. Qui propongo un percorso completo di attività.

Personalmente non propongo mai tutto il percorso in blocco: preferisco suddividerlo in parti e integrarle, nei diversi incontri, con attività di altro tipo.

La pallina da ping pong presenta alcune caratteristiche interessanti:

  • è leggerissima, quindi basta pochissimo a farla cadere;

  • rimbalza poco, a differenza delle palline di gomma;

  • costa poco.

Esercizi di riscaldamento

1. Passa e scambia

Mentre il gruppo cammina occupando lo spazio, distribuisco gradualmente le palline, mettendole in mano ai partecipanti.

Chi riceve una pallina deve liberarsene il prima possibile, passandola al primo compagno che incontra. È vietato evitare le palline, rifiutarle o scappare.

Se il compagno incontrato ne ha già una, i due devono scambiarsi le palline. Si prosegue fino a quando tutti ne hanno una e gli scambi diventano frenetici.

2. Coppia al volo

Dopo aver formato le coppie, consegno una pallina a ciascuna. I due partecipanti devono lanciarsela senza interrompere la camminata e cercando di non farla cadere.

Nota bene: è la coppia a determinare la distanza. Ricordo ai partecipanti che lo scopo è scambiarsi la pallina senza farla cadere.

È quindi inutile fare lanci tanto lunghi da non riuscire a rispettare la consegna. Meglio partire vicini e aumentare gradualmente la distanza.

3. Doppia coppia al volo

Come nell’esercizio precedente, ma entrambi i partecipanti hanno una pallina. Le due palline devono essere lanciate contemporaneamente.

Non toccare

Queste attività servono a stimolare il controllo e la gestione fisica ed emotiva e ad allenare la delicatezza.

L’unica regola è che, dopo aver posato la pallina a terra, i partecipanti, ben distanziati nello spazio, non la tocchino più.

Se la pallina viene accidentalmente spostata, soltanto il conduttore può rimetterla al suo posto.

Le attività possibili sono:

  • guardare la pallina da tutte le angolazioni;

  • passarle vicino prima un dito, poi le dita e infine le mani, senza mai toccarla, anche aumentando la velocità;

  • ripetere l’attività in piedi, usando i piedi, poi scavalcare la pallina con un salto e ballarle intorno;

  • camminare nello spazio disseminato di palline, scavalcandole o evitandole in ogni modo, ma ricordando sempre la posizione della propria;

  • spostare le palline senza toccarle, soffiando;

  • eccezione: toccare la pallina con tale delicatezza da non spostarla neppure minimamente.

Equilibrio

La ricerca dell’equilibrio della pallina non è un esercizio che mira all’acquisizione di una tecnica.

La progressione delle richieste, come sempre, parte da cose facilissime e arriva ad altre più difficili, valutando naturalmente l’età dei partecipanti.

Lo scopo è portare i partecipanti a focalizzare l’attenzione, allenare la concentrazione e sviluppare la sensibilità attraverso il gioco.

La sequenza proposta è puramente indicativa e può essere modificata e ampliata in base alla fantasia e alle esigenze del conduttore.

Tutte le proposte andranno eseguite prima a terra e poi in movimento.

L’unica regola è questa: la pallina non deve cadere.

Possiamo tenere la pallina:

  • sulla mano aperta;

  • sul dorso della mano;

  • tra due dita;

  • tra le ginocchia;

  • sui piedi;

  • nella piega del gomito;

  • nella piega del ginocchio;

  • tra la testa e la spalla;

  • nell’incavo dell’occhio;

  • nell’incavo dell’orecchio;

  • sulla nuca;

  • sulla testa;

  • sulla fronte;

  • tra i due piedi sollevati;

  • sulla suola;

  • sulla schiena.

Possiamo inoltre:

  • lanciarla e riprenderla con due mani;

  • lanciarla e riprenderla con una mano;

  • lanciarla da una mano all’altra;

  • lanciarla e riprenderla dietro la schiena;

  • farla rimbalzare sul pavimento e riprenderla;

  • lanciarla contro il soffitto e riprenderla;

  • farla rimbalzare sul pavimento tutti contemporaneamente.

Modifiche fisiche

Introduciamo elementi di espressione teatrale e sperimentiamo come, attraverso il gioco, il nostro modo di rapportarci a un oggetto possa modificarne le proprietà fisiche.

Normalmente propongo questa attività in costante movimento.

I partecipanti non possono gettare la pallina: devono gestirla senza perderne il controllo.

È importante che non si facciano distrarre dagli altri e rimangano concentrati sul proprio lavoro e sul proprio sentire.

Immaginiamo che la pallina:

  • sia attirata dal cielo;

  • sia pesante;

  • sia puzzolente;

  • sia profumata;

  • sia gelata;

  • sia caldissima;

  • sia molto luminosa;

  • produca un rumore assordante;

  • produca una musica bellissima, ma a volume bassissimo;

  • sia appiccicosa;

  • sia disgustosa;

  • sia scivolosa;

  • sia pungente;

  • ci tiri in tutte le direzioni;

  • sia impossibile da spostare.

Modifiche emotive

Successivamente sperimentiamo la possibilità di recitare sentimenti e relazioni nei confronti della pallina. Le regole restano uguali a quelle del punto precedente.

Recitiamo queste situazioni:

  • la mia pallina è più bella delle altre;

  • la mia pallina è più brutta delle altre;

  • voglio darla via, ma nessuno la vuole;

  • ho paura che me la rubino;

  • la mostro orgogliosamente;

  • mi fa ridere;

  • cerco di farla ridere;

  • ci raccontiamo segreti e pettegolezzi;

  • mi confesso con lei;

  • si confessa con me;

  • parla sempre;

  • non mi parla;

  • la sgrido;

  • mi scuso con lei;

  • sono geloso;

  • sono disperato e ho paura che mi lasci;

  • mi ha lasciato;

  • abbiamo fatto pace;

  • mi stressa;

  • mi fa dei dispetti;

  • mi picchia;

  • non le parlo più;

  • balliamo;

  • la faccio addormentare.

Cessione del movimento

La cessione del movimento rientra nell’animazione d’oggetto. È interessante far notare ai partecipanti che, questa volta, l’attenzione deve concentrarsi esclusivamente sull’oggetto e non sull’animatore.

Gli animatori dovranno far muovere la pallina come se fosse qualcos’altro, vivo o meccanico, “prestandole” il movimento necessario.

Serve un’attenzione costante alla pallina. Un gesto distratto è vuoto e privo di significato, oltre che impreciso o errato.

Possiamo muovere la pallina come se fosse:

  • una lumaca;

  • un serpente;

  • una rana;

  • un grillo;

  • un pesciolino;

  • una farfalla;

  • un’ape;

  • una mosca;

  • una goccia che cade;

  • un aquilone;

  • l’acqua di una fontana;

  • l’acqua di un fiume;

  • l’acqua del mare;

  • una mongolfiera;

  • un paracadute;

  • una bolla di sapone;

  • una nuvola;

  • la lancetta dei secondi;

  • un pendolo;

  • un frullatore;

  • un ventilatore.

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