Locandine: esercizio teatrale sulle statue
- Mirko Rizzi

- 17 lug 2018
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 13 ago

Obiettivi: valorizzare la composizione corale e riflettere sull’importanza dei dettagli
Età: dai 6 anni
Ho creato questo esercizio come ulteriore possibilità di lavoro collettivo sulle statue.
L’idea è costruire delle locandine viventi partendo da storie conosciute dai partecipanti. Io, di solito, utilizzo le fiabe classiche.
I partecipanti si siedono davanti allo spazio scenico. Dopo avere comunicato il titolo della storia, chiedo loro di proporsi, uno alla volta, per rappresentare attraverso una statua un soggetto o un oggetto scelto, senza dichiararlo prima agli altri.
Chi entra successivamente deve riconoscere ciò che i compagni stanno già rappresentando e capire che cosa possa aggiungere per rendere la locandina più completa, ricca e bella.
Questo esercizio permette anche di riflettere sull’importanza degli elementi rappresentati e sulla loro posizione nello spazio.
Un esempio: Cappuccetto Rosso
Se volessimo costruire una locandina di Cappuccetto Rosso con una classe di venticinque bambini, probabilmente i primi partecipanti interpreterebbero i cinque personaggi principali:
Cappuccetto Rosso;
il Lupo;
la Nonna;
il Cacciatore;
la Mamma.
Cappuccetto e il Lupo andrebbero collocati nella zona centrale, mentre la Nonna, il Cacciatore e la Mamma potrebbero disporsi progressivamente verso i lati esterni, in base alla loro importanza nella storia.
E tutti gli altri?
Una volta assegnati i personaggi principali e più ovvi, gli altri partecipanti potranno aggiungere, singolarmente o in gruppo, le case, gli alberi — un bosco fatto da un solo albero non è un bosco —, gli animali, i ruscelli, i sassi, i cespugli, le nuvole e così via.
Quello che conta è il risultato complessivo.
Non manco mai di sottolineare, soprattutto a chi in quel momento fatica a trovare un’idea che lo soddisfi, che esistono elementi importanti ma meno immediati, come il cestino di Cappuccetto, il cappuccio stesso, il fucile del Cacciatore o la porta della casa della Nonna.
Sono tutti elementi che si prestano a interpretazioni molto divertenti.
Naturalmente, l’interpretazione è libera, ma bisogna ricercare la credibilità e la riconoscibilità del soggetto rappresentato.
Di solito, una volta completata la locandina, scatto una fotografia e la invio all’insegnante, che, se lo ritiene opportuno, potrà utilizzarla per sviluppare successivamente altri lavori grafici o pittorici.
Sviluppi possibili
Sviluppo 1: utilizzare titoli di cartoni animati o film contemporanei, purché siano conosciuti da tutti.
Sviluppo 2: inventare una locandina partendo da un titolo immaginario, che nessuno può già conoscere.


Commenti