Un foglio di carta bianco: esercizi teatrali con la carta
- Mirko Rizzi

- 12 dic 2017
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 13 ago

Un foglio di carta bianco è un percorso basato sulla relazione con un oggetto banale e sulle molteplici trasformazioni che possono renderlo strumento di esercizio, supporto drammaturgico e stimolo alla creatività.
Concentrarsi su un foglio di carta bianco
Ho sentito parlare di questo esercizio durante un bellissimo seminario di Pierre Byland che seguii molti anni fa presso Erbamil.
È un esercizio di una semplicità estrema e, con mia sorpresa, ho scoperto che ha una grande presa anche sui bambini di sei anni.
Spiego ai bambini che la concentrazione — cioè la capacità di non farsi distrarre — è la forza della nostra testa, poi li invito a sedersi comodamente in cerchio.
Al mio comando dovranno fissare con la massima concentrazione un foglio bianco che avrò posato al centro.
Chi mostra anche la minima distrazione, persino un piccolo movimento degli occhi, viene eliminato.
Dopo un paio di minuti, per evitare che l’esercizio diventi troppo lungo, comincio a disturbarli. Non li tocco e non urlo, ma cerco di farli ridere o di spingerli ad ascoltarmi.
Ho visto con i miei occhi classi di diavoli scatenati entrare in un silenzio monacale e insegnanti sbalorditi.
Come la maggior parte dei giochi che propongo, anche questo può essere ripetuto in mia assenza. So che in alcune scuole organizzano dei campionati oppure misurano nel tempo i miglioramenti.
Trasformare il foglio senza piegarlo
Prendiamo un foglio di carta e cerchiamo tutte le possibili trasformazioni: tutti gli oggetti nei quali possiamo trasformarlo senza piegarlo o arrotolarlo.
La trasformazione dipende dalla relazione che costruiamo con l’oggetto e dall’uso che ne facciamo.
È quindi importante non limitarsi a nominare la trasformazione, ma agirla, rendendola concreta attraverso l’azione.
Il foglio può diventare, per esempio:
un tablet;
un piatto;
una tovaglietta;
una finestrella;
una porta;
uno specchio;
un computer;
un muro.
E così via.
Successivamente si ripete la ricerca con il foglio arrotolato a forma di cilindro.
In questa fase il foglio non deve essere piegato, perché la piega è definitiva: una volta impressa, non si può cancellare.
Si ripete poi la stessa attività arrotolando il foglio a forma di cono.
Infine, lo si accartoccia e lo si riapre più volte, fino a renderlo completamente diverso. A questo punto le nuove pieghe non sono più distinguibili da quelle precedenti.
Possiamo quindi ricominciare a cercare tutte le trasformazioni possibili con il nuovo foglio stropicciato.


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