Gioco delle parole: gioco teatrale di attenzione e ascolto
- Mirko Rizzi

- 3 gen 2017
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 15 ago

OBIETTIVI
Attenzione, concentrazione, uso dello spazio, relazione con i compagni.
Il Gioco delle parole è quasi sempre il primo gioco che propongo in un laboratorio.
È un’attività molto semplice, adatta anche alla scuola dell’infanzia con le modalità opportune. Mi permette di osservare velocemente l’ascolto e l’attenzione e di stabilire fin dall’inizio il tipo di rapporto che voglio creare con i partecipanti: un rapporto basato sul gioco e sull’ascolto.
Tengo subito a precisare che non sono un insegnante o un maestro.
Per dimostrarlo, anticipo ai partecipanti che cercherò di farli sbagliare in ogni modo e che starà a loro non farsi “fregare”.
Chiarisco inoltre che non devo stabilire chi sia “il più bravo” e non eliminerò chi sbaglia. Li considero una squadra e come tale devono comportarsi.
L’unico modo di battermi al gioco è stare attenti.
ETÀ
Dai 3 anni.
Il numero e la difficoltà dei comandi devono essere adattati all’età e all’esperienza del gruppo.
REGOLE
I partecipanti camminano in silenzio in uno spazio libero da ostacoli. Devono muoversi individualmente, occupare tutto lo spazio disponibile e mantenersi quanto più possibile distanti dagli altri.
A ogni parola pronunciata dal conduttore corrisponde un comando preciso, che può essere eseguito individualmente, in coppia oppure da tutto il gruppo.
Le parole vengono aggiunte progressivamente, soltanto quando i partecipanti riescono a ricordare ed eseguire correttamente i comandi già introdotti in un tempo ragionevole.
Con i bambini, considero un buon risultato riuscire a ricordare senza errori un numero di parole pari all’età media del gruppo. Con ragazzi e adulti, il numero va calibrato in base all’esperienza.
I partecipanti possono iniziare o ricominciare a camminare soltanto quando il conduttore batte le mani, a meno che il comando stesso non preveda esplicitamente di riprendere il movimento.
Il conduttore può utilizzare appositamente altre parole o falsi comandi di partenza per cercare di farli sbagliare.
INDICAZIONI DI SICUREZZA
Qualunque contatto deve essere leggero e controllato. Non si corre, non ci si lancia addosso agli altri e non si spinge.
Il conduttore deve valutare se i comandi che prevedono un abbraccio siano adatti all’età e alle caratteristiche del gruppo e, se necessario, sostituirli con un contatto diverso.
PAROLE E COMANDI
CIOCCOLATO: sedersi immediatamente a terra.
PATATINE: dare la mano al primo compagno che si incontra, chiunque sia.
MOZZARELLA: raggiungere il compagno più vicino e sedersi a terra, schiena contro schiena, formando una coppia.
BOMBOLONE: abbracciare velocemente il primo compagno che passa, senza stringere né lanciarsi contro di lui, e poi riprendere a camminare.
QUATTRO ZAMPE: continuare a spostarsi a quattro zampe. Poiché lo spazio disponibile si riduce notevolmente, bisogna muoversi più lentamente e controllare la distanza dagli altri.
BUIO: svenire platealmente, lasciandosi scendere a terra in modo controllato. Ogni partecipante deve toccare esclusivamente il pavimento, senza cadere o appoggiarsi sugli altri.
MUCCA: fermarsi con le gambe unite e le braccia lungo il corpo. Sollevarsi sulle punte dei piedi e, rivolti verso il soffitto, imitare il verso di una mucca.
VIA: spostarsi, senza correre, nel punto dello spazio più lontano dal conduttore.
MOSTRO: spaventare un compagno vicino senza toccarlo.
MONDO: riunirsi tutti in un unico gruppo, senza correre, spingere o ammassarsi gli uni sugli altri.


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