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Gioco delle chiavi

Writer: Mirko Rizzi
Mirko Rizzi
Apr 4, 2019
1 min read

Updated: Sep 9

Bambini seduti in cerchio concentrano lo sguardo su un mazzo di chiavi durante un gioco teatrale.
Bambini seduti in cerchio concentrano lo sguardo su un mazzo di chiavi durante un gioco teatrale.

Il gioco delle chiavi è un esercizio che ho sviluppato dopo aver ascoltato Pierre Byland raccontare, durante un seminario, un allenamento usato alla scuola di Lecoq quando vi insegnava. Serviva a migliorare la concentrazione.

Nella sua semplicità ha una presa incredibile, anche con i bambini di sei anni e con le classi più esuberanti.

Faccio sedere il gruppo in cerchio e mi assicuro che tutti siano comodi.

Successivamente spiego loro che a breve metterò al centro del cerchio un mazzo di chiavi e poi conterò fino a tre. Da quel momento dovranno rivolgere totalmente la loro attenzione al mazzo di chiavi. Se mi accorgerò anche della minima distrazione saranno eliminati dal gioco. Li avviso inoltre che, trascorso un minuto, comincerò a distrarli parlando loro, ma prometto che non li toccherò e non urlerò.

È molto importante essere severi e segnalare anche le minime distrazioni: gli occhi non mentono e si capisce subito quando l’attenzione si sposta altrove.

Nella prima prova, di solito, diversi bambini non arrivano ai trenta secondi. Appena finisce, però, insistono per ripetere il gioco.

In breve tempo si creano un silenzio e una tensione incredibili, in alcune classi davvero sorprendenti.

Negli anni ho capito quanto bambini e ragazzi apprezzino questa dimensione di concentrazione assoluta, silenzio assoluto e rigore, così rara nella vita quotidiana.

È uno dei giochi che mi chiedono più spesso e, in alcune classi, cronometri alla mano, sono nati veri e propri campionati.

 
 
 
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