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La Fantasia è un muscolo

  • Immagine del redattore: Mirko Rizzi
    Mirko Rizzi
  • 25 lug 2017
  • Tempo di lettura: 2 min

Aggiornamento: 15 ago

Bambini trasformano un telo in onde, vele, ali e rifugi durante un laboratorio teatrale sulla fantasia.
Bambini trasformano un telo in onde, vele, ali e rifugi durante un laboratorio teatrale sulla fantasia.

A volte chiedo ai bambini di rivolgere alcune domande ai genitori oppure di risolvere insieme a loro piccoli esercizi di invenzione.

Non di rado qualche bambino ritorna dicendo che i genitori si sono scusati perché «non hanno fantasia».

Fantasia e attenzione vengono spesso considerate antagoniste, come se essere fantasiosi significasse automaticamente essere distratti.

Io non la penso così, anche se è evidente che occorra trovare un sano equilibrio tra le due componenti.

Ho quindi elaborato una spiegazione molto semplice per distinguere questi concetti.

Se volessimo giocare paragonando il cervello umano a un computer, potremmo dire che:

  • l’intelligenza è il processore, cioè la capacità di elaborare e collegare le informazioni;

  • la memoria è lo spazio nel quale vengono conservati ricordi e informazioni;

  • l’attenzione è il sistema che indirizza le risorse, cioè la capacità di concentrare le nostre energie su un obiettivo senza disperderle e senza farci trascinare continuamente da altri stimoli, esterni o interni.

E la fantasia?

Qui il paragone con il computer si interrompe: la fantasia è un muscolo.

E infatti nel cervello non ci sono muscoli.

La fantasia è la straordinaria capacità umana di immaginare cose che non esistono ancora.

Come un muscolo, deve essere allenata e rinforzata nel tempo. Se non viene stimolata e utilizzata, perde progressivamente vigore.

Da piccoli la fantasia lavora continuamente: conosciamo ancora poco del mondo e immaginiamo ciò che non sappiamo.

L’attenzione, invece, è ancora tutta da costruire. Ogni cosa è nuova e ogni stimolo può trascinarci altrove.

Crescendo dobbiamo sviluppare l’attenzione, per diventare sempre più capaci di affrontare e risolvere i problemi quotidiani. Ma la costruzione dell’attenzione non deve avvenire a discapito dell’allenamento della fantasia.

È la fantasia che può portarci oltre ciò che già conosciamo e permetterci di trovare nuove soluzioni.

Non esiste attività umana che non possa essere migliorata con un po’ di fantasia.


«L’immaginazione è più importante della conoscenza.» - Albert Einstein

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