

Il cuscino d'oro
Un personaggio possiede decine di cuscini di ogni colore, ma nessuno è quello che cerca. Il suo cuscino d’oro è andato perduto crescendo, insieme alla capacità di riconoscere ciò che desidera davvero.
Per ritrovarlo dovrà attraversare un mondo di distrazioni, sorprese e seduzioni colorate.
Non era rosso, non era giallo, non era verde, non era bianco… e neanche nero
Informazioni
Pubblico: Scuola dell’Infanzia, Primaria e pubblico libero
Durata: 50 minuti
Spazio scenico: 6 × 8 m
Adattabile anche a spazi non teatrali
Crediti
Testo: Silvano Antonelli e Mirko Rizzi
In scena: Mirko Rizzi
Regia: Silvano Antonelli
Assistente di scena: Luca Colombo
Coordinamento tecnico: Alice Bestetti
Produzione originale: Erewhon e Unoteatro
Ripresa e distribuzione: LAG teatro
Lo spettacolo
Un personaggio senza nome prova a raccontare la storia del cuscino speciale che possedeva da bambino, quello sul quale faceva sogni bellissimi. Per ritrovarlo attraversa gli ambienti nati dall’immaginario dei bambini: i regali di compleanno, il fast food, la televisione, il calcio, il rumore, i videogiochi.
La scena si riempie di decine di cuscini colorati che si trasformano in oggetti, luoghi e sorprese. Quando tutto sembra diventare nero, ripetitivo e senza desiderio, una scintilla creativa gli ricorda che può ancora essere artefice del proprio mondo, delle proprie gioie e delle proprie emozioni.
Il ritrovamento del cuscino d’oro consegna al pubblico un invito: fare attenzione ai propri sogni, per non dimenticarli crescendo e saperli sempre riconoscere.
Perché questo spettacolo
“Il cuscino d’oro” nasce da una sperimentazione triennale condotta attraverso laboratori teatrali con oltre trenta classi e circa seicento bambini della Scuola dell’Infanzia e Primaria.
Il lavoro prende avvio da un’immagine custodita nella parola desiderio: la mancanza della luce delle stelle, con le quali un tempo ci si orientava. Nello spettacolo, desiderare significa cercare ciò che ci rende felici ma non si può comprare.
Attraverso il gioco, la trasformazione degli oggetti e l’immaginazione, i bambini sono invitati a riconoscere le proprie emozioni e a ritrovare, tra tante distrazioni, le stelle capaci di orientarli.




